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21 Maggio 2026

Procurement: il “plug&play” è allettante ma la complessità va riconosciuta

Il procurement nelle aziende non è un’attività semplice e le tecnologie che ne sostengono la gestione devono tener conto di questa complessità. I processi di approvvigionamento includono una certa quantità di variabili e sono soggetti a fattori di cambiamento di diverso tipo, anche imprevisti.

Le soluzioni tecnologiche per il procurement devono tenere conto di questa complessità, trovando il giusto equilibrio tra elementi standard e personalizzazione. Il consiglio alle aziende è di schivare la tentazione di scegliere soluzioni semplici e “plug&play”, che magari permettono di risparmiare tempo ma nel lungo termine creano inefficienze e perdita di valore. Ce ne parla Andrea Tinti, Ceo e fondatore di IUNGO.

“Nel mondo del procurement, la promessa di soluzioni immediate è seducente. In un contesto aziendale sempre più orientato all’efficienza e alla velocità, implementazioni rapide, costi contenuti e risultati immediati fanno sembrare possibile “partire subito” senza complessità. Dietro questa apparente semplicità, però, si nasconde il rischio concreto di ridurre la complessità reale dei processi a modelli predefiniti che, nella pratica, non riescono a sostenere le esigenze operative quotidiane. Questo accade perché il procurement non è un esercizio teorico, ma un sistema vivo, fatto di relazioni, eccezioni, variabili e decisioni continue.

Molte soluzioni nascono per essere applicabili a un’ampia varietà di contesti e, proprio per questo, spesso non riescono ad adattarsi davvero a nessuno. Ogni azienda ha una propria struttura, un proprio ecosistema di fornitori, dinamiche interne specifiche e livelli di maturità differenti. Quando un modello è rigido, finisce inevitabilmente per chiedere all’organizzazione di adattarsi allo strumento e non il contrario. Questo porta a processi forzati, inefficienze nascoste e, nel tempo, una progressiva perdita di valore.”

Trovi l’intervista completa su ICTBusiness

Autore

  • Tinti

    Andrea Tinti è un imprenditore e innovatore italiano, noto per aver fondato nel 2001 IUNGO S.p.A., azienda specializzata nella digitalizzazione e ottimizzazione dei processi di supply chain collaboration. Laureato in Ingegneria Gestionale, ha maturato esperienze professionali in Italia e Spagna, lavorando per importanti aziende nei settori manifatturiero, moda e servizi pubblici.

    La sua visione imprenditoriale ha portato alla creazione di IUNGO, nata come spin-off della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia. L'azienda ha sviluppato la tecnologia brevettata IUNGOmail, che consente una comunicazione efficace tra clienti e fornitori attraverso un sistema di email interattive, semplificando la gestione degli ordini e delle offerte senza necessità di installazioni aggiuntive da parte dei fornitori.

    Sotto la guida di Tinti, IUNGO ha raggiunto traguardi significativi, tra cui l'inclusione nel Magic Quadrant di Gartner per le soluzioni Procure-to-Pay e la certificazione Cribis Prime Company per la solidità finanziaria. L'azienda conta oltre 400 clienti e più di 100.000 fornitori integrati nella piattaforma, con una media di 70.000 utenti attivi giornalmente.

    Tinti è anche un relatore attivo in conferenze e forum dedicati alla logistica e alla supply chain, dove condivide la sua esperienza e le sue idee sull'importanza della collaborazione e dell'innovazione tecnologica per affrontare le sfide del mercato globale.

    CEO & Founder IUNGO