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6 Aprile 2026

Le soluzioni alle difficoltà della Supply Chain

Quando un’azienda cresce, le attività legate alla produzione e ai processi aziendali aumentano in modo esponenziale. Ma oggi questo scenario si intreccia con un contesto esterno sempre più instabile: nel 2025 le supply chain di tutto il mondo hanno dovuto affrontare una rara combinazione di tensioni (conflitti geopolitici, dazi incrociati, rotte internazionali congestionate e crescente pressione per riprogettare le reti logistiche).

In questo scenario, chi si trova a sopportare per prima il peso del cambiamento è la Supply Chain interna, che deve fare i conti con problematiche ormai strutturali:

  1. Aumento delle commesse in tempi sempre più stringenti.
  2. Costante ampliamento della gamma prodotti.
  3. Tipologie di fornitori molto differenti, sempre più distribuite geograficamente.
  4. Tante e complesse informazioni da condividere con i fornitori.
  5. I clienti pretendono aggiornamenti in tempo reale.
  6. Pressione crescente sulla resilienza della filiera e sulla tracciabilità ESG.

Quali azioni mettere in campo?

Sono diverse le condotte e le iniziative da adottare per fronteggiare tali problematiche; si può:

-Aumentare la struttura operativa inserendo nuove persone in organico;
-Cercare di comprimere le fasi operative;
-Accettare un lead time generale più lungo;
-Non controllare il processo di tutta la catena di fornitura lasciando che le cose seguano il proprio corso.

Queste misure, a volte un po’ estreme, non sono troppo lontane da ciò che accade effettivamente in azienda. Ma sono davvero la risposta migliore?

L’80% delle aziende europee ha subito interruzioni della supply chain negli ultimi dodici mesi, più della metà con un impatto significativo sui costi. Un’azienda su tre ha avuto difficoltà a reperire i materiali necessari per la produzione. Questo dimostra che le risposte puramente operative non bastano più: ledono la competitività nel tempo e non affrontano la causa radice del problema.

Ecco allora un’altra opzione: scegliere la strada dell’innovazione tecnologica.

La tecnologia come facilitatore del cambiamento

L’innovazione tecnologica è l’unica via che consente, con le stesse risorse, di gestire in modo efficace un maggior carico di lavoro. E nel 2025-2026 questo vale più che mai: secondo Forbes, il 75% degli investimenti prioritari delle aziende a livello globale è ora concentrato sull’intelligenza artificiale, un segnale chiaro di dove stanno andando pianificazione e operations.

Gli interventi tecnologici per fronteggiare le problematiche della Supply Chain restano gli stessi di sempre, ma con strumenti molto più potenti:

  • Ridurre il lead time di approvvigionamento → snellendo e automatizzando il processo di acquisto
  • Eliminare le attività a basso valore aggiunto → ottimizzando l’utilizzo delle risorse interne
  • Integrare TUTTI i fornitori → con strumenti non invasivi, accessibili anche a fornitori con bassa maturità digitale
  • Automatizzare i processi → evitando doppie registrazioni e perdite di dati
  • Migliorare l’affidabilità delle consegne → con visibilità in tempo reale e condivisione interna delle informazioni

Da una supply chain “reattiva” ci stiamo spostando verso una supply chain predittiva e adattiva, capace di leggere i dati, anticipare i bisogni dei clienti e rispondere con flessibilità agli avvenimenti globali. Le aziende che avranno investito in dati, competenze e cultura del cambiamento potranno trasformare le sfide in opportunità.

Innovazione tecnologica: dalla teoria alla pratica

Potrebbe sembrare complesso introdurre cambiamenti nei processi aziendali, ma nella pratica esistono strumenti IT che fungono da facilitatori e che permettono, con un’unica soluzione, la realizzazione degli interventi sopra elencati.

Un esempio è IUNGO, che ha come obiettivo strutturare la comunicazione tra cliente e fornitori, aumentare la collaborazione e acquisire la massima efficienza interna. L’idea si basa su una domanda semplice: qual è lo strumento più utilizzato per comunicare? L’email. Partendo da questa “verità”, IUNGO ha potenziato l’email rendendola “attiva” e di facile interazione, unendo la diffusione della posta elettronica alle potenzialità di un portale web. Risultato? La IUNGOmail.

La IUNGOmail consente un facile scambio di informazioni (ordini, disegni, documenti, prebolle, ecc.) tra cliente e fornitore:

  • Si evitano perdite di tempo e si hanno dati certi dal fornitore, snellendo il processo di acquisto.
  • Le risorse lavorano solo sulle eccezioni, eliminando quasi totalmente le attività a basso valore aggiunto.
  • I fornitori apprezzano uno scambio strutturato attraverso un unico canale, rendendo possibile l’integrazione di TUTTI i fornitori.
  • I sistemi informativi sono integrati: chi di dovere ha automaticamente accesso ai dati aggiornati, senza duplicazioni o inserimenti manuali.
  • Quando il cliente chiede aggiornamenti, chiunque in azienda può dare risposte e date certe.

Sono numerose le aziende che hanno già affrontato le proprie criticità implementando IUNGO: dal risparmio del 40% nel tempo di evasione degli ordini di ABS Acciai, al miglioramento del 33% dell’affidabilità delle consegne del gruppo Emak, fino alla riduzione dell’80% delle interazioni a basso valore aggiunto con i fornitori di Calzedonia.

 

Autore

  • Sgarzi

    Laureata in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna e con un Master in Marketing e Comunicazione d'Impresa, lavora da ormai 10 anni in IUNGO, dove ha acquisito competenze su tematiche legate a supply chain e acquisti.

    Marketing Project Manager @IUNGO